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Il caffè in India....Kappi royal e Plantation

03/04/2018

La cultura del caffè in India si è diffusa tanto da oscurare la tradizione del tè, da sempre bevanda più bevuta in assoluto. Ma le coltivazioni dell’India del Sud hanno fatto conoscere il cosiddetto Kaapi, alias caffè, al mondo intero e fatto apprezzare agli stessi indiani una nuova cultura, ricca di storia e leggenda insieme, affascinante e tutta da scoprire.

Un po’ di storia…
L’origine del caffè in India è basato più su una leggenda che su fatti storici, ma che comunque è diventata nel tempo un punto di riferimento, tanto da essere considerata come verità. La leggenda indiana, detta dei sette semi, racconta che molti secoli fa un pellegrino indiano di nome Bada Budan, durante un viaggio in Arabia nel 1670, nascose sette semi di caffè sotto i vestiti e li portò in India, in particolare sulle montagne di Chickmaglur. Da questi semi nacquero le prime sette piantine di caffè asiatiche. Addirittura c’è chi afferma che tutte le piantagioni di caffè create successivamente in Indonesia dagli Olandesi non erano altro che piante derivate dalle sette piante di Bada Budan. Ancora oggi, nella regione del Karnataka esiste una collina che porta il nome di Bada Budan, in ricordo della sua opera, ma soprattutto, proprio in queste zone, si produce caffè delle varietà Arabica e Robusta, che sono le due specie botaniche in cui viene suddivisa la produzione indiana di caffè, a loro volta classificate per caffè lavati o naturali e per le dimensioni del chicco.
L’intera area del Karnataka, sebbene sia circondata da vette altissime, con altitudini tra i 700 e i 1200 metri, è prevalentemente collinare e offre un clima temperato molto piacevole e una lussureggiante vegetazione. In questa regione oggi vivono circa 1500 coltivatori, la maggior parte dei quali gestisce piccole proprietà che danno vita a caffè ricchi di aromi e profumi come il famoso caffè di Chikmagalur. Oltre a queste zone tradizionali di coltivazione del caffè, rientranti sempre nell’area sud del paese, vi sono anche altre zone dove la coltivazione ha preso piede, fino a porsi al primo posto: si tratta delle aree di Andhra Pradesh e Orissa, poste sulla costa orientale. Il clima temperato e il monsone garantiscono alle coltivazioni un ottimo approvvigionamento idrico. Inoltre, qui gli alberi proteggono le piante di caffè dall’erosione del suolo durante le forti piogge, assicurando il raccolto.

Riscoperta del caffè in India
Inizialmente non considerato dagli indiani, il caffè prodotto proprio nella loro terra, nonostante lo ignorassero, cominciò a diffondersi altrove e ad essere esportato nel resto del mondo. Allora il tè dominava come bevanda assoluta e di rito, mentre la «bevanda allungata di color marrone» era concepita come qualcosa di strano e di inusuale. A scuotere l’interesse per il caffè in India fu la fondazione dell’autorità indiana del caffè negli anni ʽ40, una società che tuttora è sempre alla ricerca di nuovi metodi di coltivazione, raccolta e lavorazione. L’interesse della società ha contribuito al perfezionamento del caffè nella produzione e ne ha elevato la qualità, tanto da diventare ad oggi uno tra i migliori al mondo, finalmente apprezzato anche all’interno del paese. Ad oggi il caffè in India è molto diffuso e soprattutto in regioni come il Karnataka e Tamil Nadu, è possibile gustare questa bevanda proprio come accade in Italia, seduti al tavolo di un bar o sorseggiandolo in uno dei tanti chioschi posti lungo le strade.

Caratteristiche dei caffè indiani
I caffè indiani hanno delle caratteristiche tipiche che li rendono inconfondibili: il gusto corposo, la consistenza cremosa e l’acidità mediamente bassa li rende perfetti per essere estratti con il metodo espresso. Classificati in “Cherry” lavorati con il metodo naturale, “Parchment Coffees”, varietà robusta lavorata con il metodo lavato e “Plantation Coffees” lavorati con il metodo lavato, vi sono delle specie che hanno conquistato il mercato e si sono maggiormente diffuse rispetto ad altre. Tra questi troviamo il Kappy royal e l’India Plantation, rispettivamente robusta e arabica. Oltre al metodo lavato e naturale vi è un altro procedimento particolare che viene utilizzato per il trattamento del caffè, detto il Monsonato: il caffè viene messo all’interno di magazzini all’aperto ed esposto al calore e all’umidità dei venti monsonici. Ben presto il caffè diventa giallo e assume una caratteristica nota speziata.

Kappy Royal specie Robusta
Il Kappy Royal nasce proprio dagli altipiani indiani del Karnataka ed è una varietà robusta dall'aroma intenso e dal gusto deciso, con note di cioccolato e spezie. La sua densità e la sua cremosità sono date proprio dalla natura del suolo della piantagione da cui proviene e dall’elevata altitudine: il colore marrone intenso si distingue per la sua elevata intensità aromatica e si possono apprezzare all’olfatto piacevoli sentori di spezie e cioccolata, con leggere note di legno e cereali. La sua bassa acidità e il perfetto bilanciamento del gusto dolce e amaro caratterizzano questo caffè che in tazza si presenta i come un espresso corposo e con un retrogusto persistente di cioccolato fondente.
India Plantation specie Arabica
India Plantation, caffè indiano della specie Arabica, nasce nella regione di Chickmagalur, dalle piantagioni nello stato di Karnataka ed è uno dei caffè più diffusi e apprezzati per il suo gusto e il suo aroma speciale. Il suo aroma fruttato con sentori di mandorla, la sua bassa acidità e la sua densità cioccolattosa sono tra i tratti inconfondibili di questo caffè, estremamente piacevole da gustare nel pomeriggio o alla sera, per i momenti di relax.
Kappy Royal e India Plantation hanno portato in alto il caffè indiano nel mondo e fatto conoscere tutte le caratteristiche di una lunga e sapiente tradizione.